Scrivo a qualche giorno di distanza dal funerale di Papa Francesco, per non sembrare irriverente, ma è stato il mio primo pensiero. Quando ho visto la platea di capi di stato, di alti e bassi papaveri (ma soprattutto bassi), quando ho visto la smarrita compostezza dei potenti durante la messa cantata, la distonia sul kyrie, il gloria e il sanctus, la mia mente è corsa al feroce romanzo breve di Alan Bennett, La cerimonia del massaggio. In questo divertente libretto (Adelphi) si descrive il funerale di un massaggiatore, accompagnato da una folla di vip che si mostra incapace di distinguere una chiesa anglicana da una cattolica e in grado di confondere un’acquasantiere con un posacenere nonché una stazione della via crucis con un cartello di divieto a fumare. Scene comuni anche qui, a funerali e matrimoni, in cui la messa pare l’indigesto e obbligato antipasto prima della festa vera.

Durante l’inedita processione del feretro da San Pietro a Santa Maria Maggiore, il gesto più diffuso erano le braccia protese con il cellulare, non il segno della croce. Ho già avuto modo di esprimere il mio disappunto verso l’amore per i numeri altisonanti della Chiesa: 200 mila, 300 mila, 500 mila pellegrini! Non lo metto in dubbio, saranno stati in tanti a volere salutare Francesco con viva commozione e sincera fede. La lunga attesa sotto il sole e la sveglia all’alba lo certificano. Ma trarne good news per le sorti del cristianesimo in patria e nel mondo, be’, mi pare troppo. Rod Stewart, sulla spiaggia di Rio, pare abbia raccolto più di 3 milioni di persone.

Poiché di potenti autorevoli e degni dell’aggettivo ce ne sono sempre meno, in tanti, anche atei o agnostici o tiepidi deisti, si rivolgono al Vaticano per trovarne uno. Francesco è definito “evangelico” da una truppa di intellettuali che il Vangelo lo ha abbandonato, nel. migliore dei casi, intorno agli 11 anni.

Nel film di Nanni Moretti, Sogni d’oro, il regista alter-ego Apicella partecipa a una sua proiezione in un convento di suore, che a pranzo gli chiedono: «I giovani sono interessati alla religione?». La risposta negativa di Moretti getta nello sconforto le sorelle e il regista, dispiaciuto, aggiunge: «No, però, c’è un nuovo interesse per la figura del Papa!». Un lieve sorriso di sollievo si disegna sul volto delle devote. Accontentiamoci di un lieve sorriso.

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