C’è qualcosa di sinistro nel toto-Papa che scatta alla vigilia di un Conclave, se non nelle strette vicinanze del decesso di un Vicario di Cristo. Ed è successo troppe volte che le previsioni fossero smentite. Non sono un vaticanista e non so quasi nulla dei candidati. Ma ho ugualmente una preferenza: Jean Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia.
A quanto pare, era nelle grazie di Francesco, con cui si incontrava fuori da ogni protocollo. E questo fa ben sperare per il proseguo di alcune riforme iniziate dal pontefice argentino. Ma non è questa la ragione del mio voto, virtuale e inutile, al candidato francese.
Bergoglio è stato un Papa decisamente anti-occidentale, in un occidente che non ha bisogno d’aiuto per odiarsi. Ne ha invece, molto, per ritrovarsi. La Francia è stata per molto tempo il cuore e la testa dell’occidente continentale. È stata la sede di una chiesa scismatica e il fulcro della rivoluzione dei lumi che chiedeva di «écraser l’infame», schiacciare l’infame ( in buona sostanza, la Chiesa). Ma è stata anche la patria di Péguy, dei coniugi Maritain, di Claudel, Mounier, Clavel, Frossard e molti altri laici e clericali che hanno iniettato un po’ di cristianesimo in un 900 esangue.
Aveline è nato in Algeria quindi cresciuto in una Marsiglia che rivendica la paternità dell’inno nazionale francese ed è centro di raccolta di emigrati europei (italiani) ed extra europei. Ha pubblicato Il dialogo della salvezza (Libreria Editrice Vaticana), che aveva in francese un titolo assai più diretto: Dieu a tant aimé le monde (Dio ha tanto amato il mondo). Mi piace, insomma, questa figura di confine tra Europa e mediterraneo, aperta al mondo.
Mi piace che abbia però i piedi in Europa, nel cuore d’Europa, sulle rovine di un occidente che ha, come tutti, molti peccati sulla coscienza, ma ne ha, appunto, coscienza. Nella morsa di un’America isolatamente imperialista e di un oriente russo-cinese che provano ad esportare le loro satrapie nucleari o industriali, l’Europa deve ritrovare se stessa. E a dispetto di quanto pensano le burocrazie o i suoi stessi cittadini, lo può fare solamente se torna a rivolgersi al cristianesimo. Non come fonte ideologica di soluzioni, ma come cuore pulsante, sebbene pesante di peccati.
