Esulta l’Unione Atei Agnostici Razionalisti (UAAR), che diffonde orgogliosa la lenta erosione dei partecipanti all’ora di religione. Ognuno ha le gioie che si merita. Personalmente, questa smania dei numeri, che contagia anche le curie, non mi appassiona. L’indifferenza nei confronti della fede e di quella cristiana in particolare supera di gran lunga le percentuali d’esonero all’ora di religione, e il crocifisso di plastica nelle aule, spesso mutilato in qualche sua parte, mi pare un presidio della cristianità che ne conferma la resa più che la resilienza.
Ma fa comunque bene guardare i numeri: nel complesso, si passa dal 15,5 al 16,62% di esonerati. La mappa delle defezioni è diseguale e registra punte del 90% in certe scuole, come l’Itituto Tecnico e Professionale Olivetti di Ivrea. Sarà dispiaciuto Olivetti, che ha cercato di portare bellezza e cultura nelle fabbriche anche ispirato dal suo cattolicesimo adulto. Senza sorpresa, Bologna e Firenze guidano le statistiche dei non frequentanti, con percentuali attorno al 50%, che attingono a lunghe tradizioni anticlericali.
“Il dato nazionale per tipo di scuola vede al primo posto gli Istituti professionali con il 27,83%, al secondo gli Istituti tecnici con il 25,31 e al terzo i licei con il 18,48%“, leggo sul Fatto Quotidiano, che alla notizia gongola per pura polemica con il ministro dell’istruzione Valditara. Questi numeri sembrano sancire un dato interessante: più la scuola è tecnico-scientifica, meno la religione fa breccia. Il che apre due fronti: la composizione sociale di questi istituti e l’orientamento culturale. Tecnica e religione, a quanto pare, non si conciliano.
Ho sempre pensato che l’ora di religione potesse essere l’ultima trincea di una scuola dove, oltre ai “come”, si trattano i “perché”. Ma la supremazia dei come sui perché è ormai schiacciante. Proporre i perché ha qualcosa di insolente e maleducato, come parlare di politica a tavola. L’uomo funziona, le società funzionano, le famiglie funzionano. C’è solo bisogno dei tecnici giusti e delle giuste conoscenze. Eppure, attorno, mi sembra che non funzioni niente. Forse, neppure l’ora di religione. Perché?
