La verità è un incontro - le omelie di S. Marta di Papa Francesco

È destino dei papi di questo secolo: possono essere amati e/o odiati, ma certamente fraintesi. Il 900 li ha messi nel tritacarne del giudizio ideologico (progressista o conservatore?) e negli anni 2000 si è aggiunta la sarabanda dei social network, inseguita anche dai mezzi di informazione storici nella folle corsa a chi la pubblica più grossa.

S. Giovanni Paolo II è stato spesso descritto come un restauratore, ma ha spalancato definitivamente (e clamorosamente) il pontificato ai mass media e ne ha rivoluzionato la comunicazione. Il Papa carismatico, che bucava gli schermi e riempiva le piazze con il suo vocione baritonale: spalancate le porte a Cristo! Quello era certamente Woytila.

Francesco è stato molto coccolato da giornali e tv, ma in realtà è proprio nelle inedite interviste televisive e nelle dichiarazioni pubbliche che si è esposto a critiche e gaffe. Ricorderemo per sempre il suo “buonasera”, sussurrato e addolcito dalla cadenza spagnola. E forse è nel sussurro, quasi confessionale, che bisogna trovare il vero Bergoglio. Rivoluzionario? Probabilmente no. Riformatore? Certamente sì, e con burbera baldanza. Cosa resterà dei cambiamenti che ha introdotto o cercato di introdurre ce lo dirà il futuro. La fumata nera del sinodo è solo un primo indizio.

Ma il vero Francesco è forse ancora, e sempre, in quel sussurro colloquiale e pastorale: buonasera, buon pranzo. In televisione, la ricerca della semplicità teologica e comunicativa precipitava senza paracadute nel rischio della banalità. Sto leggendo il libro che raccoglie le omelie mattutine a S. Marta, davanti a un piccolo gruppo di fedeli, in un’atmosfera intima e raccolta. Forse lì, lontano dalle trombe mediatiche, pronte a erigere monumenti agli starnuti e agli inciampi lessicali c’è Jorge Bergoglio. Il rischio della banalità è scongiurato da prossimità, ascolto e, in una parola, incontro. L’altro Papa, quello del cicaleccio o del delirio complottista che intasa i cellulari, quello no, non è Francesco.

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